Viaggio nella terza dimensione
Strane sensazioni
IV
STRANE SENSAZIONI

“Cosa?” chiese guardando verso di lei. Poi si guardò attentamente le mani e prese una ciocca di capelli. Erano… neri!
“Non è possibile!” bisbigliò, ma non ebbe tempo di indagare oltre perché il demone era già partito al contrattacco.
“E’… la fine….” Si trovò suo malgrado a pensare.
“Ehi, cosa sta succedendo?” chiese una voce. Tutti si girarono: sulla soglia c’erano una Luana e un Alessio trafelati.
“Maledizione!” fece il demone e sparì senza lasciare tracce del suo passaggio.


“Inuo! Stai bene?” chiese Milena correndo verso il mezzo demone che se ne stava ancora per terra, non capendo più nulla.
“Si… ma dove… dov’è finito Naraku?”
“Naraku?! Vuoi dire che quel mostro era…?”
“Ma… cosa è successo a questa stanza?” chiese una voce. I due ragazzi si girarono e incrociarono gli sguardi stupiti di Luana e Alessio.
“Ecco….” Milena non sapeva cosa dire. COSA avevano visto quei due? E soprattutto come spiegare il pandemonio che Inuyasha e Naraku avevano causato combattendo?
“Vi sentite bene?” chiese Luana avvicinandosi ai due ragazzi.
“Si, stavamo solo… allenando…. Inuo deve partecipare a una gara quando torna in Giappone e io lo stavo aiutando….”
“Una gara? E con cosa?”
“Con la spada!” esclamò Milena indicando Tessaiga
Alessio si avvicinò e prese la katana in mano.
“Caspita, credevo fosse un giocattolo e invece sembra molto antica.”
“Ehi! Certo che è vera! Tutti nel mio paese ce l’hanno!”
“E di chi sarebbe?”
“E’ di mio padre… me l’ha data in punto di morte. Mi disse che avrei dovuto usarla per difendere i più deboli!”
“Un novello samurai eh?”
“Ma come ti permetti! Mio padre era uno dei migliori youkai esistenti al mondo!”
“Uno che?”
“Youkai” si intromise Milena “E’ il cognome di suo padre.”
“Che strano cognome…”
“Ma tu chi ti credi di essere?” chiese Inuyasha infastidito.
Milena sospirò: inutile, quei due non sarebbero mai andati d’accordo.


Milena curò le ferite del mezzo demone e poi si chiuse in camera sua con i suoi amici a studiare, mentre lui fu costretto a improvvisarsi per la seconda volta uomo delle pulizie e a riordinare tutto il soggiorno così ‘avrebbe imparato ad allenarsi senza distruggere nulla’.
“Maledetta! Quella strega è anche peggio di Kagome!” SI fermò un attimo al pensiero della giovane. Nonostante non volesse ammetterlo neanche a se stesso, quella ragazza gli mancava da morire. Dov'era la sua Kagome? E Miroku, Shippo Sango e tutti gli altri? Si sentiva così solo in quel mondo così simile a quello di Kagome eppure così diverso…avrebbe tanto voluto tornare nel suo mondo… “Kagome, dove sei?” si trovò suo malgrado a chiedersi.


“Inuyasha….”
Aveva sentito la sua voce…
era vicina, vicinissima a lui, lo sentiva….
eppure non sapeva dire con certezza dove fosse…
tutto era così buio…
“Inuyasha…”


“Finalmente se ne sono andati!” sospirò Milena appoggiandosi alla porta.
“Certo che una storia un po’ più intelligente potevi inventartela! Che stupidaggine, dovrei gareggiare con qualcuno! Io combatto sul serio e non per gioco!” esclamò Inuyasha.
“PIANTALA DI FARE IL SUPERIORE!” Gli urlò Milena “Che altro potevo inventarmi? Piuttosto, tu come ti senti?”
“Bene.” rispose sedendosi sul divano dopo aver accuratamente controllato di aver sistemato ogni cosa al suo posto “Per essere un semplice umano….”
“Ma come è possibile?” chiese lei sedendogli accanto “voglio dire come hai fatto a tornare umano? Oggi non c’è la luna nuova….”
“Non lo so… forse sto perdendo energie come la sfera, forse… sto morendo come lei.” le rispose prendendo la shikon no tama fra le mani.
“SMETTILA DI DIRE SCIOCCHEZZE!” lo rimproverò Milena “Vedrai che ritroveremo quel dannatissimo frammento, così potrai tornare a casa da Kagome e da tutti gli altri!”


“Inuyasha….”


Inuyasha si voltò di scatto.
“Cosa c’è?” chiese Milena preoccupata.
“Nulla” rispose. Eppure… non era di Kagome la voce che aveva sentito? Ma com’era possibile? Possibile che anche lei si trovasse in quello strano mondo? Del resto durante quell’uragano poteva essere accaduto di tutto, anche che Kagome fosse stata risucchiata anche lei dal vortice….
“Kagome…”
“Ti manca molto vero?” chiese Milena notando lo sguardo triste del ragazzo.
“Ma certo che no!” fece lui scattando in piedi, rosso in volto “Anzi, per un po’ posso stare tranquillo senza rischiare di essere scaraventato per terra da quella lì!”
“Ma io non stavo parlando di Kagome!” obbiettò lei con voce maliziosa “Mi stavo riferendo al tuo mondo… alla Sengoku jidai.”
“Eh… si.. cioè… no…cioè, l’avevo capito…. E in ogni caso io sono uno che riesce ad adeguarsi a tutto e che non ha bisogno di nulla! Certo prima ne sentivo la mancanza, ma ora mi sto abituando a questo mondo! Se non fosse per i miei poteri quasi quasi mi piacerebbe restare qui!”
“Se continuerai di questo passo, ti troverai da solo!”
“Che?” fece lui sgranando gli occhi.
“E’ così difficile ammettere di aver bisogno degli altri? Guarda che non c’è nulla di cui vergognarsi, anzi…”
“IO NON HO BISOGNO DI NESSUNO! Ho sempre vissuto lontano da tutti perché sono un hanyou e sicuramente non cambierò proprio ora!”
“Pensala come ti pare!” tagliò corto lei, dubbiosa che quel ragazzo potesse migliorare “Però vuoi tornare a casa, giusto? Almeno per non dover vivere per sempre come un uomo o peggio per non rischiare di fare una brutta fine….”
“E beh?”
“Beh, allora alzati che dobbiamo andare in un posto!”
“Dove?”
“Vedrai!”


“NON VORRAI FARMI METTERE ADDOSSO UNA COSA DEL GENERE?! PUOI SCORDARTELO!” urlò il mezzo demone,
“E invece te lo metterai! Non vorrai andartene in giro sempre con quel coso addosso, vero?!”
“Ma io ci sto comodo!”
“E IO HO DETTO DI NO!!!” tuonò lei “Per quanto puoi sembrare normale agli occhi degli altri, devi almeno cambiarti una volta ogni tanto! Quindi entra E NON DISCUTERE!” decise e lo spinse nel negozio.
Inuyasha si guardò intorno perplesso: Kagome qualche volta gli aveva parlato dei negozi, luoghi dove si vendevano i vestiti, quegli strani kimono che indossava anche lei e ora quella lì voleva farli mettere anche a lui? Ma era impazzita?
“Ecco, prova questi.” disse indicandogli un paio di jeans chiari e un maglione.
“E questi dovrei metterli io?!” Chiese indicandoli come se fossero un mostro o qualcosa del genere.
“Perché, non hai mai visto un jeans e una maglione?” chiese una voce dietro di loro. Entrambi si voltarono e il volto di Inuyasha assunse un’espressione di autentico disgusto “Ah, Alessio….” fece.
“Siete venuti a fare shopping, vedo.” chiese questa volta rivolgendosi a Milena.
“E a te che te frega?” rispose per lei l’hanyou e, prendendo gli abiti dalle mani di Milena, entrò nel camerino.
Alessio e Milena rimasero soli, mentre aspettavano che il ragazzo si cambiasse. Alessio osservò attentamente la ragazza accanto lui: era davvero carina, i capelli lungi sulle spalle e gli occhi nocciola. Mai un filo di trucco, a differenza delle sue coetanee, ma in fondo era questo che più ammirava in lei. la semplicità.
Improvvisamente lei si voltò e i loro sguardi si incrociarono. “Che c’è?” chiese lei.
“Nulla!” rispose in fretta.
“Ti vedo strano…”
“Io? E tu allora? Da quando in qua menti ai tuoi amici?”
“Io non mento ai miei amici!”
“Ma davvero? Forse Luana può averti creduto, ma io certamente no! Secondo me quel ragazzo nasconde qualcosa e tu vuoi proteggerlo!
“Stai dicendo un mucchio di sciocchezze! Io ti ho raccontato la verità!” esclamò lei decisa.
“Davvero? E allora…”
Non ebbe il tempo di finire la frase che un urlo agghiacciante attirò la loro attenzione.
“KAGOME!”
Ambedue si precipitarono nel camerino: Inuyasha era accasciato a terra, ansimante e sudato, a torso nudo.
“Inuo… cosa ti è successo?” chiese Alessio preoccupato.
“Lei è qui… ed è ferita…”