Viaggio nella terza dimensione
Inizia l'avventura!
II
INIZIA L’AVVENTURA!
Sistemare Inuyasha non fu un problema per Milena: i suoi genitori, essendo persone d’affari stavano fuori città praticamente tutto l’anno e lei non li vedeva anche per intere settimane e quindi era costretta a vivere da sola, cosa che le piaceva talmente tanto che non le servivano neanche dei domestici, ma si occupava della casa da sola.
“Caspita che bella casa!! Neanche quella di Kagome è così bella!!”.
“Beh… qui siamo in Italia e le case sono molto diverse da quelle giapponesi!” rispose aprendo la porta della sua stanza “E questa è la mia…”
“Spostati!” urlò il mezzo demone scaraventandola da un lato e sguainando Tessaiga entrò nella stanza.
Milena si affacciò per vedere cosa fosse accaduto e a stento riuscì a soffocare un urlo. Un mostro, di quelli che lei aveva visto solo nei cartoni animati, era sulla sua scrivania, un pezzo di cristallo rosa nella zampa.
“Il frammento!” esclamò. Ma allora lo aveva veramente lei? Possibile che non se ne fosse mai accorta?
“Resta indietro!” le intimò il mezzo demone balzando sul mostro, ma questo non sembrò neanche accorgersi dell’hanyou, anzi, si voltò verso la finestra da cui era entrato e scappò via portando con sé il frammento della sfera.
“Maledetto!” fece Inuyasha, ma Milena era più preoccupata per la sua stanza che per la scomparsa del frammento.
“Guarda che disastro! Ci vorranno delle ore per rimettere tutto a posto e io che devo anche studiare per domani! Lo sapevo che questa giornata sarebbe finita peggio di come era iniziata!”
“Piantala di lamentarti!” le urlò Inuyasha “Non me ne frega niente della tua stanza! Per me quel mostro poteva anche distruggerla! So solo che quell’essere si è portato vi il frammento! E tu invece ti lamenti per una cosa così semplice!”
“Abbassa la cresta!” urlò allora Milena per tutta risposta “Chi lo avrebbe spiegato ai miei se qua dentro fosse successo qualcosa? Loro non credono ai mostri o a cose del genere, e francamente neanche io fino a poco fa, e se per caso raccontassi loro di te sarei rinchiusa in un manicomio, e se anche qualcuno mi credesse TU e quella maledetta sfera finireste in laboratorio per essere analizzati e allora puoi anche scordartelo di ritenere a casa tua! E poi un demone del genere in città non passerà sicuramente inosservato! Senza contare che sarà lui a cercare te, perché tu hai in mano il pezzo più grosso della shikon! Quindi adesso calmati e aiutami a riordinare tutto sto macello!!!”
“Si….. come vuoi….” blaterò. Quella ragazza somigliava in un modo impressionante a Kagome, così energica e decisa… l’unica oltre a lei ad averlo zittito e senza neanche usare un comando come OSUWARI! Sospirò e tuttavia decise di mettersi al lavoro.
Milena guardò il mezzo demone che ripuliva la stanza con lei e si sentì in colpa per averlo trattato in quel modo. In fondo Inuyasha non aveva tutti i torti, senza contare che c’era qualcosa che non andava: perché il demone era scappato via con il frammento più piccolo, quando il pezzo più grande della sfera era così vicino? Aveva forse ricevuto un ordine preciso a cui si era scrupolosamente attenuto? E come mai Inuyasha che era un demone anche lui, non aveva sentito che quel mostro era nelle vicinanze? E poi da dove era saltato fuori quel mostro? Davvero nel suo mondo esistevano quegli esseri? Ed erano della sua epoca o forse li aveva portai il mezzo demone attraverso quel varco spazio temporale aperto da Miroku? Ma allora questo significava che tutte le leggende a cui lei non aveva mai prestato attenzione durante le sue letture sul Giappone, e che invece erano la colonna portante della civiltà giapponese erano tutte vere?
“Ehi… ma questo non è quello che ti sta sempre appiccicata!” la voce di Inuyasha la fece tornare al presente.
Si girò nella sua direzione e vide che in mano stringeva un portafotografie. Istintivamente glielo strappò dalle mani arrossendo violentemente. “Questi non sono affari tuoi!” urlò.
“Troppo rossa per essere un semplice amico… è il tuo fidanzato?” chiese Inuyasha con quel tono sarcastico che Kagome odiava tanto, ma che poi aveva amato più della sua stessa vita.
“Questi non sono affari tuoi!!” urlò lei.
No, Alessio non era il suo ragazzo, ma avrebbe tanto voluto che lo fosse. Alessio era uno dei suoi più cari amici, più grande di lei di un anno. Era un ragazzo molto carino, alto, occhi e cappelli scuri, intelligente e un ottimo attore, uno dei migliori del corso teatrale a cui partecipava anche lei. Era talmente ammirato a scuola, che uno stuolo di ragazze era sempre presente ai loro spettacoli e non faceva altro che urlare nella sua direzione (Avete presente i classici bei ragazzi dei licei giapponesi che si innamorano poi delle protagoniste? Beh, insomma quel genere!). Era forse quello uno dei principali motivi per cui, secondo Milena, lui era irraggiungibile. Che cosa avrebbe potuto trovare di bello in lei quando c’erano ragazze molto più carine di lei che lo corteggiavano? E poi non facevano altro che litigare e lui la criticava sempre dicendo “Ma chi ti ha detto di iscriverti a questo corso? Non sai recitare per niente!!” e lei ci rimaneva sempre male, anche se, a detta di molti, lei era abbastanza brava.
Quella foto che ora stringeva al suo petto come qualcosa di inestimabile, era stata scattata durante un campeggio che lo stesso Alessio aveva organizzato con i ragazzi del corso. Erano stati giorni splendidi in cui si erano ritrovati a chiacchierare davanti al fuoco diverse volte, suscitando commenti sarcastici. E poi, alla fine, ironia della sorte, quando Luana aveva deciso di immortalare quei giorni, si erano ritrovati fianco a fianco, stretti come sardine per permettere a tutti di entrare nell’obiettivo. Quella era stata l’unica volta in cui si erano ritrovati così vicini, tanto da toccassi.
“Lui è solo un mio amico! E ora smettila di dire sciocchezze!” esclamò Milena, decisa ad allontanare Alessio dai suoi pensieri.
Ci volle un’oretta per aggiustare i danni causati da mostro, o forse sarebbe potuto servire anche meno tempo se Inuyasha non avesse continuamente chiesto a cosa servissero tutti gli oggetti che toccava. In fondo a Milena faceva quasi pena: solo, sperduto in un mondo così diverso dal suo, senza i suoi amici… e poi in fondo lui era Inuyasha, il mezzo demone conosciuto da tutti per la sua irruenza e cocciutaggine e che se non fosse stato per Kikyo…
Si voltò ad osservarlo: i capelli argentei gli scendevano lunghi sulle spalle e gli occhi color ambra sembravano persi in un mondo lontano che lei non poteva raggiungere in alcun modo.
“Ti mancano molto vero?”
Lui si voltò a guardarla e stranamente sorrise “Si. Il mio mondo mi manca, con le sue regole semplici e senza quelle strane diavolerie che avete qui, come quelle scatole mobili che chiamate automobili!”
“E gli altri? Ti mancano?”
“Tse! Io sono Inuyasha e non ho bisogno di nessuno, io!” esclamò con aria di superiorità.
“Davvero? E allora perché hai chiesto il mio aiuto se non hai bisogno degli altri?”
“AVEVO bisogno del tuo aiuto! Ora che il frammento non ce l’hai più tu, non mi serve più!!!” disse alzandosi in piedi, deciso ad andarsene.
“DOVE CREDI DI ANDARE TU!!!!” Lo spostamento d’aria misto a sorpresa lo fece cadere per terra.
“Insomma… ma ti sembra la maniera di fare?”
“Tu OSI andartene! Sei piombato nella MIA epoca, ci hai portato un mostro che per poco non mi distruggeva la MIA casa e tu OSI andartene! Questo è il MIO mondo, il MIO tempo e io VOGLIO proteggerli! CHIARO?”
“Ascoltami bene!” fece allora lui balzando in piedi e guardandola dritto negli occhi “TU mi saresti solo d’intralcio perché sei solo un’UMANA! Almeno Kagome era capace di veder i frammenti, ma tu non sai fare neanche questo!”
“Bell’affetto che provi per Kagome, considerarla una semplice cerca sfera! In ogni caso tu HAI BISOGNO di me! Come pensi di muoverti in questa immensa città se non sai nemmeno cos’è una semplice automobile? IO TI AIUTERO’!!! E’ CHIARO?!” urlò con tutta la forza che aveva in corpo e lui, nonostante non volesse, si trovò ad annuire senza sapere il perché.
“Molto bene!” esclamò Milena raggiante “L'avventura ha inizio!!!”